Prima di parlare di Prosecco, vorrei raccontarti cosa rende speciale il vino della nostra tenuta.
“Cesura” è un termine antico che definiva le unità agricole intatte, interamente racchiuse e circoscritte e delimitate da recinzioni, come anticamente si usava, impiegando muri di sassi per proteggere le terre e le varietà più pregiate. Possiamo dire che la Cesura è un posto in cui dalla terra si ottiene qualità vicina alla natura dal 1937.
È diffusa l'errata opinione che il Prosecco DOC (e, similmente le 2 DOCG Valdobbiadene e Asolo) corrisponda solo a spumante. Questo è falso. Infatti, nel disciplinare (e quindi nel commercio) esistono tre tipologie di Prosecco:

- il Prosecco propriamente detto, chiamato anche tranquillo (fermo), con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 10,50% vol.

- il Prosecco frizzante, con un minimo di 9% vol;

- il Prosecco spumante (anche nella versione rosé), con un minimo di 11,00% vol.

Occorre sottolineare che il prosecco della tradizione locale e di massa (all'incirca sino agli anni '50, prima dello sviluppo della spumantizzazione italiana in quantità industriale) è stato quasi unicamente quello fermo (tranquillo), solo successivamente si sono diffusi il frizzante e lo spumante con metodo Martinotti, più qualche rarissimo esempio di spumante metodo classico.

Il vero prosecco bevuto in origine è quello Fermo

Se non lo hai mai visto è perché sono rimaste un pugno di cantine a produrlo!

Questo vino tranquillo, senza bollicine, è amato per la sua straordinaria aromaticità, resa ancora più evidente dalla mancanza di CO2 delle bollicine, era un vino molto in voga in Veneto prima che guadagnasse fama come spumante.
Ancora oggi, una piccola nicchia di appassionati lo elegge come l'unico vero Prosecco!
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